mercoledì 23 marzo 2011

John Starck - Interview



I quadri di John sono intrinseci di una serie di simboli e significati pronti ad essere interpretati. Definirli paradossi pittorici è forse azzardato, ma a volte lo sembrano proprio ai nostri occhi, livelli di lettura allegorici di paesaggi che trascendono nel simbolismo. Come veicoli i quadri di John trasportano informazioni tra scienza, pittura e natura in un rapporto di opposti che si attraggono quali la natura e la civiltà, ordine e disordine, satira drammatica e metafisica pastorale. In un continuo richiamo ai lavori di Salvator Rosa ed alla paesaggistica classica con la suddivisione in primo piano, piano intermedio e sfondo, dove la natura di Starck è arricchita con colori che tendono al metafisico e ci aprono le porte dinnanzi ad un nuovo mondo, inquietante a volte, ma geniale allo stesso tempo. I lavori di John sono rappresentati dalla Connor Contemporary Art di Washigntond DC e dalla Charlie Smith london di Londra.

Mi dici perché i miti e le leggende sono così importanti per te e che ruolo hanno nelle tue creazioni?
L’intera storia della pittura è cosparsa di riferimenti ai miti ed alle leggende di esseri umani che cercano di comprendere la loro natura. Lo trovo difficile da ignorare e cerco di portare avanti questa tradizione. Per me i miti servono come  punti di partenza nei miei quadri e sono un modo di attribuire un significato attraverso la narrazione, a volte sono ripresentati, inventati o resi ibridi tramite riferimenti alla cultura pop contemporanea, così che il significato si sposti attraverso la sua ricontestualizzazzione.

Lasci all’osservatore la facoltà di avere la sua personale interpretazione del mito che vede nelle tue opere, ma in un certo qual modo crei quello stato d’animo e conduci l’osservatore in una terra straniera, cosa ne pensi?
Sì, ciò è dovuto al modo in cui uso gli elementi narrativi all’interno di una serie di quadri. M’interessa il modo in cui i quadri possono narrare una storia semplicemente mostrando elementi parziali e poi l’osservatore è condotto all’interno del processo al fine di completarne la narrazione.

Le nuvole hanno un grande ruolo in molte delle tue opere, sono bellissime e la luce che creano è magica, come se qualcosa di catastrofico, oscuro o strano stesse per accadere, è così?
Sì, esiste una forte sensazione di cattivo presagio in tutto il mio lavoro che deriva dalle mie personali sensazioni nei confronti del mondo che rifletto nei miei quadri.

Cosa pensi del potere della natura?
Travolgente, una forza da non sottovalutare.

Ho visto molti simboli nelle tue creazioni, puoi parlarmene?
Uso il simbolismo come un mezzo per seguire le tradizioni del passato ma anche per creare strati molteplici di significato.

Da dove arriva l’idea per queste creazioni, qual è il tuo mito preferito?
Comincia sempre con la pittura, devo trovare il giusto tipo d'immaginario o di narrazione che può servire da tramite per la pittura. In genere, un quadro porta all’altro e vado avanti con la storia un pò come, credo, un regista può fare con un film.

Personalmente adoro l’aura romantica e, in un certo senso, leziosa che vedo nei tuoi quadri, che crea uno scenario apocalittico, come ti riesce?
Tutto sta semplicemente nel modo in cui dipingo e poi viene riflesso dall’immaginario apertamente estremo, pieno di luce intensa e di sfondi drammatici che caratterizzano i quadri di paesaggi romantici o sublimi. Dipingo in questo modo per creare un’immagine leziosa del romanticismo e per intaccare il sublime.

A quale artista di senti più vicino?
Ce ne sono molti, per citarne alcuni, così su due piedi, direi Salvatore Rosa, Joachim Patenir, Casper David Friedrich.....

Esistono dei riferimenti al rinascimento nei tuoi paesaggi ed alcuni concetti medievali come la religione, l’alchimia mischiati al tuo personale punto di vista nella creazione di una storia narrativa, come ci riesci?
Onestamente non so, è tutto quello che suscita il mio interesse ma come venga assemblato è un mistero anche per me…forse è semplicemente strappato dall’etere !

La copertina dell’album dei Crystal Fighters è ad oggi una delle opere migliori, come li hai conosciuti?
Una strana coincidenza.

Qual è la storia che c’è dietro quella copertina? Sei stato ispirato dalla loro musica per quella creazione?
Be’, dopo diversi incontri e corrispondenza ci siamo scambiati delle idee ed ho conosciuto la loro musica in quel modo, avevamo molti interessi in comune e quindi è stato facile mettersi d’accordo sul da farsi.

Com’è vivere da artista?
E’ un’esistenza molto semplice e solitaria, a volte è duro ma anche molto liberatorio essere libero e padrone del tuo tempo. Ho bisogno di molta autodisciplina e ce l’ho e mi piace svegliarmi ogni giorno per andare al mio studio.

Nella casa del tuo collezionista, dove immagini che i tuoi quadri starebbero meglio?
Sarebbero perfetti sopra il camino.

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